Sanità, una riforma malriuscita.

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Le proposte del gruppo Verde per garantire il diritto alla salute a cittadine e cittadini

Non è la „grande riforma“ che era stata promessa. Restano due diverse leggi a regolare il settore. Manca qualsiasi piano finanziario. L’auspicato coordinamento sanità-territorio non è affrontato.

La legge si concentra sul “sistema di comando interno”. Dopo oltre due anni di braccio di ferro, il risultato è un debole compromesso:

  • Un direttore generale onnipotente prende le decisioni e fa tutte le nomine.
  • A contrastare il potere del Direttore Generale sono i direttori di comprensorio, con un diritto di “parere”.
  • Il direttore sanitario viene ridimensionato da un’Unità di governo clinico” che risponde al Direttore generale.

Risultato: Un sistema confuso e contraddittorio, di “reciproci impedimenti”, più che di cooperazione. I conflitti di natura politica centro-periferia continueranno.

LE PROPOSTE DEI VERDI

In commissione non c’è stato solo ostruzionismo, ma anche un intenso confronto con l’assessora Stocker sulle nostre proposte, con qualche buon risultato.

1. Dare priorità alla salute delle cittadine e dei cittadini

Proponiamo che vengano obbligatoriamente elaborati piani di settore che contengano soluzioni sui temi più urgenti per la salute delle cittadine e dei cittadini:

  • Le emergenze, le urgenze e il pronto soccorso.
  • Il contenimento dei tempi di attesa per le prestazioni specialistiche.
  • Le malattie croniche.
  • L’ambito materno-infantile.
  • La salute delle donne, con tutte le specificità messe in luce dalla ricerca più moderna.
  • La riabilitazione fisica.

2. Garantire l’assistenza socio-sanitaria sul territorio

A questo provvede un emendamento che riscrive completamente l’art. 24, precisando esattamente che cosa si intende per assistenza sul territorio e i servizi chiamati a garantirla, coordinandosi. L’emendamento porta la firma congiunta nostra e dell’assessora Stocker: una novità assolta, che dimostra che sui temi concreti la collaborazione maggioranza-opposizione è possibile.

3. Semplificare la struttura dell’azienda sanitaria sulla base delle competenze

Proponiamo di semplificare e rendere coerente la struttura gerarchica, organizzando l’Azienda Sanitaria secondo tre colonne corrispondenti alle diverse competenze funzionali:
Proponiamo di garantire l’autonomia e la responsabilità dei tre settori di competenza: sanitario, assistenziale e amministrativo. Il direttore generale avrà il potere di nominare solo il direttore o la direttrice di ciascuno di questi settori, ma poi saranno queste persone a guidare il proprio settore e decidere sulle relative nomine.
Proponiamo di “riabilitare” la figura del direttore/direttrice sanitaria, trasformando Il ”Collegio per il governo clinico” in una struttura consultiva al suo servizio.
Proponiamo che direttori e direttrici comprensoriali abbiano il compito principale di coordinare sanità e territorio.

4. Garantire qualità e sviluppo agli ospedali minori

La soluzione “un ospedale su due sedi” è praticabile solo se si impedisce che la sede minore piano piano si estingua. Per questo proponiamo una “clausola di garanzia” per la pari dignità e la co-decisione tra le due sedi di uno stesso ospedale.
5. Pari opportunità tra donne e uomini in ambito sanitario
La legge parla di proporzionale etnica, ma si dimentica che in un’azienda dove sono presenti tantissime donne a dirigere sono quasi esclusivamente uomini. Per questo proponiamo un emendamento per applicare anche in sanità le norme sull’ “equilibrio tra i generi” previsto dalla legge provinciale n. 5 del 2010.

Cons. prov.

Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss.

Bozen, 3. April 2017

Relazione di minoranza di Riccardo Dello Sbarba

Emendamenti alla legge sulla riforma sanitaria

 

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