Salvare la pernice bianca

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MOZIONE

PerniceBiancaLa pernice bianca è a rischio estinzione, soprattutto nella zona dolomitica. Questa specie è nella lista rossa dal 1994 e soffre sempre di più. Per questo molte regioni hanno vietato la caccia a questa specie, come ad esempio il vicino Trentino.

Questa specie è tipica della tundra artica ed è presente anche sulle Alpi come una sorta di “relitto glaciale” tra i 1800 e i 2700 metri di quota, su rocce e ghiaioni fino al limite della neve.

A livello mondiale la specie non è in via di estinzione ma le “popolazioni” delle zone marginali di diffusione, come appunto le Alpi e i Pirenei, sono in declino da diversi decenni. Le cause sono molteplici: i mutamenti climatici, che riducono drasticamente l’habitat favorevole alla specie, la predazione (corvidi e volpi) e le attività umane come l’antropizzazione in quota, le piste da sci portate sempre più il alto, il trekking, lo scialpinismo e il prelievo venatorio.

Ma anche la caccia alla pernice bianca è da anni in declino, poiché è sempre più difficile trovare questo uccello. Gli abbattimenti consentiti sul nostro territorio all’inizio degli anni Novanta erano quasi mille all’anno, nel 2010 sono stati 290 e non tutti effettuati perché l’incontro con questa specie è sempre più raro.

A proposito dell’area dolomitica, l’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha sottolineato che “i dati censuali nel 2011 evidenziano densità medio basse di maschi al canto in primavera (in media 2,1 maschi ogni 100 ettari), mentre i dati del periodo riproduttivo, riferiti al 2010, evidenziano un valore di 0,27, in decremento rispetto allo 0,56 del 2008. L’Ispra ha invitato a fermare la caccia alla pernice soprattutto nella zona dolomitica, dove è maggiormente a rischio. Seguendo il principio di precauzione – ha affermato l’Istituto – sarebbe opportuna l’esclusione del prelievo nella quasi totalità delle riserve delle Dolomiti e in quelle dell’arco alpino centrale, caratterizzate dalla presenza di nuclei isolati e marginali.

Sulla base dei preoccupanti dati emersi dal “Rapporto sulla situazione della pernice bianca in Alto Adige” curato nel 2011 dall’Ufficio caccia e pesca della Provincia e dall’Associazione cacciatori Alto Adige, da cui emergeva un calo progressivo e rilevante delle covate e del numero di giovani esemplari censiti, lo stesso Ufficio caccia e pesca, a firma del direttore Dr. Heinrich Erhard, scriveva il 30 giugno 2011 nella sua “Valutazione dell’incidenza del prelievo della pernice bianca sulla consistenza ed evoluzione delle popolazioni di appartenenza”: “Si ritiene giustificato di escludere per il 2011 ogni prelievo della pernice bianca in tutte le Dolomiti, fatta eccezione per le riserve dell’Alta Pusteria nonché di quelle situate fra la valle di Luson e di Gardena. Inoltre, assegnazioni di abbattimento di pernice bianca non possono essere sostenute per quelle riserve lungo l’arco alpino centrale ove sono confermati solo nuclei isolati e marginali all’areale di diffusione principale”.

Purtroppo tali indicazioni non sono state tenute nel debito conto dalla “Commissione provinciale pianificazioni abbattimenti”, che in diversi casi ha autorizzato la caccia alla pernice bianca anche nelle riserve che l’Ufficio caccia e pesca aveva escluso. Tali decisioni sono passate a maggioranza nella commissione, col voto contrario del rappresentante dell’Ufficio caccia e pesca della Provincia.

“La commissione non si è sempre allineata alla proposta contenuta nella valutazione d’incidenza”: così il direttore Erhard ha comunicato in una lettera del 18 agosto 2011 ai rappresentanti delle associazioni ambientaliste dell’Alto Adige.

Vista la situazione, occorre adesso che intervenga direttamente la Provincia: appare inderogabile infatti almeno una sospensione per un certo periodo della caccia alla pernice bianca su tutto il territorio provinciale e la fissazione di condizioni precise di ripopolamento affinché in futuro tale sospensione possa essere rivista.

Per questi motivi, il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale

  1. a sospendere gli abbattimenti della pernice bianca su tutto il territorio provinciale per almeno 3 anni a partire dalla prossima stagione venatoria;
  2. a invitare l’ufficio caccia e pesca della Provincia a definire precisi criteri per quanto riguarda la diffusione e la presenza della pernice bianca sul territorio provinciale che possano rendere sostenibile la ripresa di una moderata attività di prelievo della specie nelle aree in cui tali condizioni dovessero verificarsi;
  3. a mantenere anche dopo i primi 3 anni di sospensione il divieto di abbattimento della pernice bianca in tutte quelle aree della provincia dove l’Ufficio caccia e pesca non ritenga esistano i presupposti indispensabili di popolamento e diffusione per consentire la ripresa del prelievo di questa specie.

Cons. provinciali

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss
Brigitte Foppa

Bolzano, 8 gennaio 2014

 

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