Referendum in Catalogna: dopo il risultato incombe un nuovo scontro – e l’Europa non c’è

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Più di 2 milioni di sì per l’indipendenza della Catalogna sono un risultato impressionante. Anche se la sua legittimità giuridica è fragile, l’espressione democratica della volontà popolare è da prendere sul serio. La carenza di disponibilità a un confronto serio e aperto da parte del governo centrale spagnolo ha contribuito notevolmente a questo risultato. Dopo una tale escalation dello scontro, che ha portato al ferimento di numerose cittadine e cittadini, nessuno si può considerare vincitore. Al contrario, oggi i perdenti sono ben tre:

  • Il governo spagnolo e per primo il presidente Rajoy, la cui durezza, arroganza e miopia democratica avrà conseguenze amare non solo in Catalogna, ma anche nella politica interna spagnola.
  • Il governo regionale catalano, che ha portato a termine il referendum, nonostante la sentenza della Corte costituzionale e contro la violenza della polizia. Gli manca però in questo modo oltre alla legittimità costituzionale, anche quel consenso ampio e le garanzie necessarie all’attuazione di una decisione di questo tipo. Non è accettabile: perché alla fine dei conti non si tratta di una consultazione su un aeroporto e sulla partecipazione alle Olimpiadi, ma del futuro storico di una intera regione.
  • L’Unione europea si è tenuta elegantemente in disparte, quasi in maniera codarda, invece di offrirsi come mediatrice. La Commissione e il Parlamento avrebbero dovuto attivarsi con maggiore determinazione, e ci saremmo aspettati un segno di vita anche da parte del Comitato delle Regioni.

I segnali indicano quindi che lo scontro continuerà ad avvelenare il clima non solo nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, ma anche in un futuro indeterminato.

I Verdi dell’Alto Adige/Südtirol ripetono la loro posizione: si capiscono le motivazioni che portano al desiderio di indipendenza della Catalogna, ma nel complesso restiamo scettici. Sarebbe un “salto nel vuoto”, che porterebbe sì alla sovranità della Catalogna, ma al costo di pesanti ipoteche – e, non da ultimo, cambierebbe l’equilibrio economico e sociale della Spagna, probabilmente non in modo positivo.

Per l’Alto Adige/Südtirol il caso della Catalogna offre una lezione univoca: forzare per l’autodeterminazione può provocare divisioni nefaste con conseguenze imprevedibili, persino in una regione aperta e cosmopolita come la Catalogna. La sua invocazione suona come un diritto sacrosanto, ma la sua attuazione, senza un consenso condiviso in modo ampio e su tutti i livelli, è presumibilmente svantaggiosa da tutti i punti di vista, politico, sociale e soprattutto da quello della convivenza delle persone. Noi siamo dalla parte dell’autonomia e della solidarietà.

Bolzano, 2. 10. 2017

Hans Heiss

Brigitte Foppa

Riccardo Dello Sbarba

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