Politiche dei trasporti europee: opportunità e vicoli ciechi

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DSC_0169Michael Cramer, membro del Parlamento europeo a Bolzano.

Michael Cramer, Parlamentare europeo dei Verdi e Presidente della Commissione trasporti e turismo, in visita a Bolzano su invito del suo ex collega Sepp Kusstatscher, in un suo intervento ha fatto riferimento alle priorità delle politiche europee sui trasporti:
„Senza cambiamenti nelle politiche dei trasporti non potremo fermare il cambiamento climatico. Infatti sono macchine e camion le principali cause dell‘aumento delle emissioni di CO2“. Allo stesso modo è da rafforzare il ruolo delle rotaia, che però in tutta Europa viene messo in difficoltà da massicci dazi. La ferrovia però viene svantaggiata rispetto al trasporto su ruota e aereo a causa dei bassi dazi e delle sovvenzioni a favore del petrolio di cui godono queste altre categorie.
Del budget europeo per il periodo 2014-2020 previsto di 26 Mrd. toccano agli „storici“ Stati europei come Italia e Germania solo 12,5 Mrd. € zu. E questi mezzi, piuttosto limitati per la scala europea vengono riversati principalmente su grandi opere come il Tunnel di base del Brennero, i quali rappresentano solo in modo molto limitato delle soluzioni futuribili al problema dei trasporti.
Secondo Michael Cramer così come per i Verdi sudtirolesi, le grandi opere come il BBT rimangono problematiche, poiché sono troppo spesso delle soluzioni isolate.

I lavori per il Tunnel di Base del Brennero sono in piena attività – non c’è dubbio: di tutto il sistema di gallerie di circa 230 km sono stati realizzati fino a ora 36 km del tunnel principale e 14 km di cunicoli esplorativi. Il termine dei lavori è previsto per il 2025.
Dei costi previsti di circa 8,8 miliardi di Euro (stima al ribasso) ne sono stati appaltati già 1,37 miliardi di Euro. Nell‘autunno 2014 è stato pubblicato il progetto del sottopasso dell’Isarco a Fortezza, con i suoi 301 milioni di Euro di appalto, e ora si sta lavorando a tutta forza.

Più avanzano i lavori del tunnel, più diventa chiaro che per le condizioni e il futuro utilizzo del BBT molte domande sono ancora aperte.

A oggi manca ogni accenno a una solida politica di trasferimento del trasporto pesante dalla strada alla rotaia.
Le tratte d’accesso necessarie per il pieno utilizzo e l’efficienza della linea sono in Germania e a sud del Brennero in uno stato di pianificazione e finanziamento assolutamente insoddisfacente.
Con quest’opera vengono tolti mezzi finanziari necessari per l‘importante sostituzione delle rotaie, dei vagoni merci, dei locomotori, per misure antirumore urgenti.

Ma è proprio qui che bisogna intervenire: una politica dei trasporti futuribile ha bisogno di molti interventi di piccole dimensioni. Per rafforzare i trasporti regionali in forte crescita, per rinvigorire il trasferimento dei trasporti pesanti su rotaia, per portare avanti le misure di protezione dal rumore cambiando i materiali. Soprattutto mettere rimedio ai vuoti delle coincidenze e dei punti nodali sembra avere molta più efficacia rispetto alle grandi opere.

Proprio qui, nell‘armonizzazione di tante piccole misure si trovano i compiti per il futuro della politica europea dei trasporti. „Cervello e non cemento“ è il motto del programma alternativo dei Verdi per un vero cambiamento delle politiche dei trasporti.

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