Osservatore elettorale in Turchia.

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Questa domenica, domenica di Pasqua, in Turchia avrà luogo il contestato referendum sulla cosiddetta riforma costituzionale con la quale il presidente Erdogan cerca di legalizzare ed assicurare a sé stesso e al suo partito AKP quel potere pressoché assoluto che di fatto se l’è preso reprimendo quello strano colpo di stato dell’estate scorsa. Vince il referendum di domenica, prospettiva più che ipotetica, il presidente dello Stato automaticamente è pure capo del governo, il parlamento sarà esautorato di sostanziali poteri legiferanti e di controllo, l’indipendenza della giustizia si ridurrà a caricatura. La Turchia rischia di finire uno stato autoritario con a capo l’uomo solo Erdogan. Della sua assunzione nella comunità dell’ Europea democratica, fino a poco tempo fa un obiettivo concreto sia dell’UE che della Turchia stessa, non se ne parla più.

Considerati le attuali tensioni e la portata politica che il referendum costituzionale di domenica avrà sul paese di 80 millioni abitanti, il Consiglio d’Europa ha deciso di mandare suoi propri osservatori elettorali in Turchia. Su proposta del gruppo socialista, il Consiglio Europeo ha investito, fra altri, pure me del delicato incarico. Sarò l’unico rappresentante italiano della delegazione. Partirò domani, giovedì, per la capitale turca. Ad Ankara incontreremo delegazioni di tutti i partiti presenti nel parlamento turco nonché rappresentanti NGO e comitati dei diritti civili. Le operazioni del referendum stesso io le seguirò a Istanbul. La metropoli sul Bosforo mi è stata assegnata a posto di osservazione su mia stessa richiesta.

Florian Kronbichler, deputato/Abgeordneter – Roma, 12 aprile 2017

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