No all’Alemagna

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MOZIONE – VOTO

BrennerautobahnNo all’Alemagna: l’Italia ritiri la sua “interpretazione” del Protocollo dei Trasporti

Con la legge 196 del 9 novembre 2012 il parlamento italiano ha ratificato il Protocollo sui Trasporti della Convenzione delle Alpi. Con la legge tuttavia è stato approvato anche un Ordine del Giorno che “interpreta” alcuni articoli del protocollo stesso, in particolare l’articolo 11 il cui comma 1 così recita: “1. Le Parti contraenti si astengono dalla costruzione di nuove strade di grande comunicazione per il trasporto transalpino”.

L’”interpretazione” data dall’Italia consiste invece in una “dichiarazione interpretativa” in cui è scritto che “le disposizioni dell’articolo 11 non pregiudicano la possibilità di realizzare progetti stradali di grande comunicazione sul territorio italiano, comprese le infrastrutture necessarie per lo sviluppo degli scambi con i Paesi situati a nord dell’arco alpino“. Tale dichiarazione è stata ufficialmente depositata dall’Italia il 7 febbraio 2013 (BGBI. III 2013/37 ratificata con BGBI. III 2013/138) e da quel momento assume rilevanza internazionale e non solo interna.

L’argomentazione dell’Italia è in sostanza la seguente: il Protocollo trasporti vieta la realizzazione di nuove autostrade “transalpine”, ma non vieta a ciascun paese di costruire nuove autostrade “interalpine”, cioè nel territorio di ciascun singolo stato. E’ evidente che così l’Italia si è lasciata aperta la possibilità di realizzare grandi progetti stradali come quello dell’autostrada “Alemagna” dal Cadore attraverso la Pusteria fino al confine austriaco. Se poi Austria e Germania interpretassero allo stesso modo il Protocollo Trasporti, esso diventerebbe carta straccia.

L’obiettivo del Protocollo trasporti infatti è di impedire che nuove grandi strade aumentino “il transito transalpino” su gomma, al fine di spostare il più possibile merci e persone su vettori più sostenibili, innanzitutto su ferrovia, e difendere così la salute delle popolazioni alpine, l’ambiente e il paesaggio.

L’evidente contrasto della “dichiarazione interpretativa” italiana con il Protocollo dei trasporti è stato approfonditamente chiarito in un parere del “Servizio legale della Convenzione delle Alpi” rilasciato il 23 settembre 2013 (prot. ZVR-Zahl 255345915).

In essa il “Servizio legale” dichiara che “la riserva italiana esprime una deroga generale per i futuri progetti senza specificarli o limitarli in alcun modo. Ciò, oltre a condizionare pesantemente ogni tentativo di coordinare la politica dei trasporti, (…) è in contrasto con l’essenza, la ragion d’essere del Protocollo trasporti”. Nel parere si cita esplicitamente il progetto dell’autostrada Alemagna come uno di quelli su cui l’Italia ha particolarmente insistito in sede di trattative sul Protocollo: “Con la riserva inserita – afferma il Servizio legale – l’Italia si manterrebbe la possibilità di realizzare questo progetto stradale”.

Una conclusione assai preoccupante per la provincia di Bolzano!

Per eccepire alla “dichiarazione” italiana gli altri paesi alpini hanno avuto un anno di tempo. E’ ciò che ha fatto l’Austria, paese che ha elaborato in prima persona il Protocollo stesso, attraverso una nota dell’ambasciata austriaca a Roma, depositata il 27 novembre 2013.

Alla nota austriaca il Ministero degli affari esteri italiano ha risposto con una “nota verbale” del 30 gennaio 2014, nella quale si ribadisce che l’Italia “intende dare applicazione al Protocollo dei Trasporti”, ma che il Paese “si trova in una situazione diversa dagli altri membri della Convenzione delle Alpi, in quanto è l’unico stato a trovarsi a sud dell’arco alpino” e che “la dichiarazione interpretativa non contraddice il testo dell’articolo 11 del Protocollo stesso, che non pregiudica – ove ricorrano le condizioni del comma 2, la possibilità di realizzare progetti stradali di grande comunicazione sul territorio italiano”,

L’argomento è stato anche oggetto di una recente interrogazione alla Camera dei Deputati. Nella sua risposta all’on. Kronbichler il Viceministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Rocco Girlanda, ha ripetuto che “Il protocollo sui trasporti vieta grandi strade di attraversamento delle Alpi (“strade transalpine”), ma non nuove strade “interalpine” sul territorio italiano.

La risposta dimostra che occorre assolutamente fare chiarezza sulla materia.

Per questo motivo,

il Consiglio provinciale di Bolzano

invita il Governo e il Parlamento italiano

a ritirare la “dichiarazione interpretativa” al Protocollo dei trasporti della Convenzione delle Alpi, concernente gli articoli 11 e 14, depositata dall’Italia il 7 febbraio 2013 (BGBI. III 2013/37 ratificata con BGBI. III 2013/138), poiché potrebbe costituire un’inammissibile riserva all’attuazione del Protocollo stesso, ratificato dall’Italia il 9 novembre 2012 e su cui lo stesso Ministero degli affari esteri, nella nota verbale trasmessa all’ambasciata austriaca il 30 gennaio 2014, ha affermato che l’Italia intende dare coerente e rispettosa applicazione.

Bolzano, 21.02.2013

Consiglieri provinciali

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss
Brigitte Foppa

 

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