No al nuovo assalto a fiumi e torrenti – Sì a un vero Piano di Tutela, come previsto dalla legge

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La Giunta provinciale non approvi il piano per lo sfruttamento idroelettrico delle acque, scritto sotto la pressione della lobby dei produttori.

GrosswasserkonzeptionenNella seduta di martedì prossimo la Giunta provinciale ha intenzione di approvare il piano che elenca i corsi d’acqua ancora sfruttabili a scopo idroelettrico. Il nuovo testo è un regalo ai produttori e un danno per l’ambiente- Inoltre la nuova artificiosa classificazione riduce drasticamente la certezza del diritto.

Dopo la levata di scudi della lobby dei produttori contro la prima versione presentata a giugno, l’assessore Theiner si è fatto trascinare in una trattativa da cui è uscita una seconda versione, totalmente modificata e peggiorativa, del piano. Il trucco: le categorie per classificare i corsi d’acqua sono passate dalle due originali (corsi d’acqua totalmente tutelati e corsi d’acqua ancora sfruttabili) a quattro, con l’inserimento di due “categorie grige” di corsi d’acqua ancora sfruttabili a certe condizioni.

In questo modo:

  • i corsi d’acqua totalmente tutelati sono scesi dai 386 della prima versione ai 213 del piano attuale;
  •  corsi d’acqua sfruttabili senza limitazioni sono anch’essi diminuiti dai 34 del vecchio piano ai 27 del nuovo; ma ciò non è un progresso, poiché:
  • nel nuovo piano sono comparsi i corsi d’acqua sfruttabili a certe condizioni: ben 180. Di questi 74 sono sfruttabili a condizioni più severe e 106 a condizioni meno rigide.

Con questo gioco di prestigio, i corsi d’acqua liberamente sfruttabili, oppure sfruttabili a certe condizioni sono in tutto 207 sui 420 totali.
Ciò significa che per il 50% dei nostri corsi d’acqua resta aperta la porta per un ulteriore sfruttamento idroelettrico, mentre nella prima versione del piano solo l’8% era lasciato disponibile e ben il 92% veniva messo totalmente sotto tutela.

Se martedì prossimo la Giunta approverà questa nuova versione si scatenerà una nuova corsa allo sfruttamento dei nostri fiumi e torrenti, che già oggi sono sottoposti a una pressione che ne compromette la qualità e la naturalità.

Questo nuovo massiccio sfruttamento di fiumi e torrenti è intollerabile per l’ambiente naturale.
Oggi infatti:

  • Già esistono in Alto Adige circa 1.000 concessioni idroelettriche
  • Solo il 7% dei nostri corsi d’acqua ha conservato ancora il proprio aspetto naturale;
  • Il Sudtirolo dà già il suo contributo allo sviluppo delle energie rinnovabili, producendo con l’idroelettrico il doppio di energia (circa 6.000 kWh/anno) di quanto consuma (3.000 kWh/anno).
  • L’86% di questa energia viene prodotta dalle 30 grandi centrali idroelettriche.
  • Le circa 970 medie e piccole centrali producono invece solo il 14% dell’energia, ma comportano un notevole danno ambientale, poiché penetrano capillarmente fino all’ultimo torrente e, per la loro diffusione, è molto difficile controllare il rispetto dei parametri ambientali (soprattutto il deflusso minimo da garantire nell’alveo naturale).

Il nuovo piano crea inoltre una maggiore incertezza del diritto.
Le due “categorie grige” danno adito a diverse interpretazioni sullo stato dei corsi d’acqua, sulle misure di compensazione eventualmente offerte e sulla valutazione della loro efficacia. In più, il piano contiene un lungo elenco di possibili deroghe ai criteri fissati, che nella nuova versione sono state ulteriormente ammorbidite in favore dei produttori.
La conseguenza è che ogni richiesta di concessione darà origine a contenziosi la spunterà e alla fine chi è in grado di pagarsi un buon avvocato e qualche perizia tecnica favorevole. Oppure chi potrà contare su qualche “santo in paradiso” nella politica.
Insomma: il passato non ha insegnato nulla!

Con questo piano di sfruttamento delle acque si vanificano totalmente i buoni propositi inseriti nella legge n. 2 del 2015, che prevedeva che nuove concessioni idroelettriche fossero possibili solo dopo l’approvazione di un organico “Piano provinciale di tutela delle acque”, basato su criteri rigorosamente scientifici. Con questa legge la Giunta Kompatscher aveva inaugurato un’epoca nuova, visto che la vecchia Giunta Durnwalder non aveva mai voluto approvare un “Piano di tutela” per lasciarsi le mani libere nel campo dell’energia.

Ma anche nella legge del “nuovo corso” (nr. 2. del 2015) era purtroppo stata inserita una disgraziata deroga: l’art. 34 prevedeva che se entro il giugno 2015 il Piano di Tutela non era pronto, si potesse approvare una sorta di stralcio provvisorio per riaprire la porta allo sfruttamento idroelettrico. Detto, fatto: arrivati a giugno il Piano di tutela non è stato predisposto e allora si passa al “piano stralcio”, dove ad essere stralciate sono le ragioni dell’ambiente, oltre che i buoni propositi della Giunta Kompatscher.

Invitiamo la Giunta provinciale:
1. a non approvare questa pessima versione del “piano stralcio”
2. a stabilire la messa sotto tutela, provvisoria e cautelativa, di tutti i corsi d’acqua dell’Alto Adige
3. a lavorare per una rapida approvazione di un organico “Piano provinciale di tutela delle acque”, basato su criteri rigorosamente scientifici
4. a esaminare nuove concessioni solo dopo l’approvazione di questo Piano di Tutela.

Consiglieri provinciali
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss

BZ, 13.07.2015

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