Migranti, sull’integrazione la Giunta provinciale fa populismo

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La Giunta provinciale ha annunciato un giro di vite sui sussidi “aggiuntivi”, che andranno d’ora in poi riservati solo a chi “mostra volontà di integrazione”. L’annuncio si riferisce all’articolo 18 della legge Omnibus n. 125/2017 che verrà discusso lunedì 22 maggio nella 4. Commissione legislativa del Consiglio provinciale.
Se si tratta di una sparata propagandistica a scapito delle persone più deboli (e prive di diritto di voto) in una campagna elettorale già cominciata con un anno di anticipo, lo vedremo. Il Gruppo Verde in Consiglio provinciale ha già presentato una interrogazione in cui si evidenziano tutte le contraddizioni della nuova norma:

  1. Su questo nuovo regolamento per i sussidi non è stata nemmeno sentita la Consulta provinciale per l’integrazione, come sarebbe obbligo di legge.
  2. Nelle scarse 16 righe dell’articolo 18 non sono definiti né i sussidi che andrebbero negati, né i criteri per accertare su una persona mostra volontà di integrazione o meno.
  3. La nuova norma non si appoggia su nessun studio scientifico, né locale né europeo, sulla complessa materia della “volontà di integrarsi” e sulle misure conseguenti.
  4. Nella presentazione della legge non si fa alcun cenno alle norme in vigore, ai limiti che esse già contengono (5 anni di residenza e di lavoro in provincia), che i tribunali italiani ed europei hanno già giudicato sufficienti, bocciando gli ulteriori limiti che in passato la Giunta provinciale aveva provato a introdurre, per esempio sul sussidio casa.
  5. Da parte sua la Provincia è inadempiente verso la stessa propria legge sull’integrazione, poiché non ha mai istituito il “Centro di tutela contro le discriminazioni” previsto dalla legge provinciale n. 12 del 2011. Quindi prima di dare lezione di integrazione ai migranti, dovrebbe la Provincia rispettare le stesse proprie leggi sulle misere per favorire l’integrazione.
  6. La Giunta fa la faccia cattiva contro i migranti, ma non ci è dato di sapere se intende anche promuovere campagne contro la discriminazione, il razzismo, la xenofobia e l’islamofobia che si manifestano anche da noi, dagli annunci di case in affitto “riservate a persone locali” alle centinaia di pubblicazioni razziste in internet da parte di persone residenti sul nostro territorio.

In queste condizioni la nuova norma è inaccettabile e, se approvata, non resisterà alle sicure impugnazioni.

Cons. prov.
Riccardo Dello Sbarba
Brigitte Foppa
Hans Heiss

Qui l’interrogazione.

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