La Gran Bretagna sceglie la Brexit

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L’Europa deve ora affrontare una grande sfida, con conseguenze anche per l’Alto Adige/Südtirol

goodbyeUna giornata nera per tutta l’Europa: una maggioranza risicata dei votanti britannici ha optato per la Brexit e così uno dei Paesi più importanti, di rilevanza mondiale, volta le spalle all’Unione Europea; l’uscita verrà suggellata in pochi anni.
Hanno vinto preoccupazioni fondate, ma soprattutto le paure fomentate da bugie e la voglia di chiusura. I vincitori non dovrebbero esultare troppo presto, perché le conseguenze economiche saranno pesanti, tanto quanto l’isolamento politico e culturale.
L’immigrazione non verrà fermata, le possibilità d’azione della Gran Bretagna in molti ambiti saranno pregiudicate. Ci amareggia constatare che una grande Nazione, che da secoli stimola il continente, impegnata sui fronti della democrazia e della libertà di pensiero, di espressione e di stili di vita, abbia ora deciso di isolarsi.
L’UE, le sue istituzioni a Bruxelles, ma soprattutto gli Stati e il Consiglio europeo reagiranno allo shock di questo grido d’allarme:
l’Europa, che in 60 anni in quanto comunità pacifica e unione economica ha fatto grandi passi in avanti ma che si è anche irrigidita in una burocrazia lontana dai cittadini e dalle cittadine, apparendo sempre più spesso come campo da gioco per delle élite, ha bisogno di una nuova missione: molta più democrazia e giustizia sociale, meno Stati nazionali, stop alla deregulation neoliberale e allo smantellamento del welfare a spese di milioni di cittadine e cittadini.

Un’Europa rinnovata e aperta è di vitale importanza per l’Alto Adige/Südtirol: al processo di unione dobbiamo lo smantellamento dei confini, ma anche il nostro benessere, soprattutto nelle zone rurali. Questi aspetti sono molto più importanti dell’impatto ambientale, in primis a causa del trasporto merci, e più importanti della troppa burocrazia.
La nostra Provincia non può augurarsi un’Europa delle eccezioni e dell’isolamento: la spesso citata “Europa dei popoli” è solo in parte espressione di vicinanza ai cittadini e alle cittadine, ma viene invece spesso venduta come una nuova forma di separazione dagli “altri”. Se vogliamo trovare un senso positivo al doloroso colpo della Brexit, allora lo si può fare solo con una correzione radicale del corso dell’Europa verso un progetto democratico, sociale e aperto al mondo per il 21° secolo.
Questa è l’unica via, la quale però con la Brexit, sarà ancora più lunga e difficile.

Hans Heiss,
Brigitte Foppa
Riccardo dello Sbarba
Cons. prov.

Bolzano, 24. giugno 2016

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