Immane tragedia a Lampedusa

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LampedusaSolidarietà alle vittime e alla generosa popolazione di Lampedusa. Cancellare la criminale legge Bossi-Fini che impone l’abbandono in mare dei profughi. Aprire un corridoio umanitario europeo per chi fugge dalla guerra e dalla fame.

Ieri a pochi metri dall’Isola dei Conigli di Lampedusa (in quel tratto di mare che gli isolani chiamano “la piscina di Dio”) si è consumata un’immane tragedia. Centinaia di profughi che fuggivano dalla guerra e dalla fame, tra questi tante donne e bambini, sono morti nell’ultimo tratto che li separava dalla speranza di una vita più degna.

I Verdi piangono le vittime e si stringono attorno alla coraggiosa e generosa popolazione di Lampedusa che con la sua sindaca Giusi Nicolini porta su di sé il peso che dovrebbe portare l’Italia tutta, insieme all’Europa.

I Verdi aderiscono alla richiesta di conferire il premio nobel per la pace all’isola di Lampedusa e alla sua popolazione.

Questa tragedia, l’ennesima, non avviene a caso. La legge Bossi Fini ha trasformato infatti in reato di “favoreggiamento all’immigrazione clandestina” qualsiasi soccorso offerto in mare a profughi e immigrati. E’ una legge mostruosa, che rovescia in delitto l’antica legge del mare, secondo cui chiunque scorga persone in difficoltà o in acqua ha prima di tutto il dovere di soccorrerle. La criminale legge Bossi Fini impone l’abbandono delle persone in mare e la loro condanna a morte.

Anche stavolta i superstiti hanno raccontato di essere stati visti da diverse imbarcazioni prima della tragedia, ma che tutte si sono allontanate in fretta.

La legge Bossi Fini va cancellata al più presto perché è una vergogna per l’Italia e l’Europa.

L’Europa non può restare assente da quanto succede nella sua sponda Sud. Va riconosciuto che esiste lungo le coste mediterranee, dal nord Africa al Medio Oriente, un’emergenza umanitaria dovuta ai conflitti in corso.

I Verdi sostengono la proposta delle associazioni umanitarie e della popolazione di Lampedusa affinché l’Europa apra un corridoio umanitario per dare soccorso e ospitalità a chi fugge dalla guerra, non attendendo che si getti in mare con barche di fortuna.

Riccardo dello Sbarba
Hans Heiss
Brigitte Foppa

Bolzano, 4 Ottobre 2013

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