Il nostro cuore montanaro batte anche per il mare

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160406_Plakat_70x100_V2-002Il 17 aprile votiamo SI per fermare le trivelle!
Domenica prossima si terrà il referendum nazionale sulle trivellazioni petrolifere e del gas nel Mediterraneo Si deciderà se autorizzare o no il rinnovo delle concessioni esistenti. Chi vota SÌ, si oppone all’articolo della legge di stabilità del governo Renzi che consente il prolungamento delle concessioni fino all’esaurimento dei giacimenti.

Noi Verdi dell’ Alto Adige condividiamo la preoccupazione delle nove regioni e del Comitato che hanno promosso questo referendum e invitiamo a votare e di votare sì, per le seguenti considerazioni:

  1. Il Mar Mediterraneo, in particolare il mare Adriatico, è un mare particolarmente sensibile ed già sottoposto a un utilizzo intenso e rischioso. Un incidente su una piattaforma petrolifera potrebbe portare a uno sversamento di petrolio e causerebbe un disastro ecologico ed economico incomparabile. Quanto prima chiudiamo le trivellazioni, meglio è.
  2. Pozzi di petrolio e di gas sono sempre un intervento pesante per qualsiasi ecosistema. Un certo grado di inquinamento ambientale è conseguenza inevitabile. Le trivellazioni e l’iniezione di aria compressa sconvolgono gli abitato di pesci, mammiferi marini e altre forme di vita marina.
  3. Il mare è uno dei beni comuni e il suo uso dovrebbe anche portare benefici alla comunità. L’Italia, invece, ha le royalties più basse del mondo. Solo il 7% per il petrolio e il 10% per il gas spetta allo Stato per i diritti di sfruttamento. Altrove, questo valore è del 30%. Inoltre vengono concesse ogni anno ingenti franchigie. Questa è un’altra ragione per cui le compagnie petrolifere sono interessate ad avere licenze che durano in eterno, in modo da continuare a godere il più a lungo possibile di queste vantaggiose condizioni.
  4. Petrolio e gas estratti dal Mediterraneo rappresentano una quota piccolissima parte del consumo totale in Italia: 0,8% del consumo totale di petrolio e il 2,1% del consumo di gas proviene dal Mediterraneo. Queste quote non sono decisive per la sicurezza degli approvvigionamenti, al contrario di quanto molti dicono. Una buona politica di risparmio e di efficienza energetica, coniugata con una efficace politica tariffaria potrebbe facilmente compensare queste quote.
  5. Continuare a sfruttare le fonti fossili di energia è una scelta preistorica, e dimostra che l’ostentata modernità del Premier Renzi è puro marketing. Ciò è confermato anche da tutte le misure di Renzi nel settore delle energie rinnovabili. Non per niente l’impegno in questo promettente settore è calato notevolmente negli ultimi anni. E questo settore ha anche un grande potenziale di occupazione!
  6. L’Italia si è impegnata nel 2015 alla conferenza sul clima a Parigi a raggiungere l’obiettivo di non superare un aumento delle temperature di 1,5 gradi a protezione del clima.L’Italia deve dunque impegnarsi nella strada verso la transizione energetica. Scommettere ancora su petrolio e gas, e mettere a rischio il più grande tesoro d’Italia, il “Mare Nostrum”, è l’opposto di una politica climatica.
  7. Infine, andare a votare significa anche reagire al boicottaggio del referendum da parte di Renzi e al suo appello all’astensione.. Ricordiamo il cinico “Andate al mare” alla Craxi e Bossi nel lontano 1991 per il referendum Segni.

A questo disprezzo per le preoccupazioni dei cittadini e dei cittadini e per la tutela della natura e del bene comune, vogliamo opporre un clamoroso SÌ per fermare le trivellazioni.

Il nostro cuore alpino batte anche per il mare.

Montagna, Bressanone, Bolzano, 10.04.2016

Brigitte Foppa, Hans Heiss, Riccardo Dello Sbarba

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