Gruppo di lavoro sui “grandi predatori”

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MOZIONE

OrsoBrunoNon è solo a causa dell’ progetto della reintroduzione dell’orso in Trentiino (che dopo tutti questi anni è diventato animale autoctono a tutti gli effetti) che l’Alto Adige si trova, e si troverà sempre di più col passare del tempo, a far fronte al problema del ritorno dei grandi predatori nel suo territorio: non solo l’orso, ma presto e sempre di più la lince e il lupo. Un ritorno che certifica la salute del nostro ambiente naturale e che potrebbe costituire anche un’attrazione turistica, a patto che si sappia gestire la convivenza con questi animali e sostenere e tutelare chi ne subisce eventuali danni. L’esperienza di diversi paesi d’Europa ci dice che ciò è possibile, anche se – rispetto alle aree dove questi animali sono sempre stati presenti – il ritorno dei grandi predatori in zone come la nostra che ne sono state prive per molto tempo e dunque si sono sviluppate e antropizzate senza doverne più tenere conto, presenta una serie di problematiche dovute alla necessità di recuperare una cultura adeguata, di proteggere persone e cose e risarcire possibili danni.

Finora per la Provincia di Bolzano si è riunito dal 2007 un “gruppo di lavoro orso”, che poi è stato ribattezzato “Gruppo di lavoro sui grandi predatori” dal 20120, quando apparve sul territorio anche un lupo. Tale gruppo di lavoro non è però stato mai istituito in forma ufficiale e si è fondato sulla partecipazione a titolo gratuito da una parte da esponenti dell’amministrazione provinciale e dall’altra da rappresentanti di categorie potenzialmente “danneggiate” dai grandi predatori. Coordinato dal direttore Heinrich Holzer, il gruppo di lavoro comprende rappresentanti dell’Ufficio Caccia e Pesca, dell’assessorato agricoltura, del Parco Nazionale dello Stelvio e delle categorie interessate da possibili danni: l’Associazione Cacciatori, il Bauernbund, le associazioni degli allevatori e degli apicoltori, l’associazione albergatori.

E’ certamente giusto che siano coinvolte le categorie e i territori direttamente interessati, ma un gruppo di lavoro così composto può affrontare la questione solo – e in effetti con questo scopo è stato istituito – dal punto di vista dell’animale come portatore di danno, e non come occasione, può intervenire solo a danno fatto e non operare copn la prevenzione, l’informazione e l’educazione.

Considerando le sfide che la natura stessa ci riserva in futuro col ritorno anche nel nostro territorio dei grandi predatori, è importante preparare una strategia di prevenzione, di informazione e di gestione di questi animali anche dal punto di vista delle occasioni che essi possono costituire per l’indubbio interesse naturalistico, ambientale, turistico e dunque anche economico per la nostra provincia. Per questo va adesso istituito ufficialmente un “Comitato grandi predatori” che veda al suo interno anche la presenza di uno o più esponenti della cultura scientifica in materia.

Per questo motivo, il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale

a istituire un “Comitato grandi predatori” incaricato di gestire tutti gli aspetti derivanti dal ritorno di questi animali nel nostro territorio, nominando al suo interno, accanto a rappresentanti dell’amministrazione provinciale, delle categorie e dei territori interessati, anche uno o più esponenti del mondo scientifico, come ad esempio un teriologo specializzato in grandi carnivori.

Tale comitato, con funzione di consulenza verso la Provincia, dovrà darsi un programma di lavoro che affronti tutti gli aspetti che comporta il ritorno dei grandi predatori sul nostro territorio.

Bolzano, 13 gennaio 2014

Cons. provinciali

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss
Brigitte Foppa

 

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