Fiumi sotto tutela: prevedere una compensazione per i Comuni, come in Svizzera

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2011-0207-rambach-filmarbeiten-24Sul territorio della provincia di Bolzano sono attive oltre 900 concessioni di derivazione d’acqua a scopo idroelettrico, che utilizzano 565.000 litri al secondo, mentre la portata media dell’Adige a Salorno è di soli 142.000 litri al secondo. Ogni litro d’acqua alimenta dunque 4 turbine di altrettante centrali idroelettriche. Solo il 7% dei nostri fiumi e torrenti non è ancora sfruttato. Diversi rapporti sullo stato delle nostre acque hanno dimostrato che la derivazione a scopo idroelettrico è il fattore determinante della cattiva qualità dei fiumi. In alcuni tratti essi versano in uno stato che a partire dal 2015 non sarà più accettabile in base alla “Direttiva quadro sulle acque” dell’Unione Europea (UE 60/2000) che impone da quella data una qualità “buona” dei corpi idrici

Nonostante questo esteso sfruttamento, si moltiplicano le domande di nuove concessioni idroelettriche: i guadagni dell’energia fanno gola a molti soggetti privati e pubblici. I Comuni in particolare, preoccupati per il futuro dei loro finanziamenti, sono tentati di “fare cassa” a scapito dei corsi d’acqua.

A questa corsa occorre mettere un limite. L’ambiente è fondamentale non solo per le persone, ma anche per un’economia che ha nel turismo uno dei suoi capisaldi.

Occorre trovare una soluzione che tuteli l’ambiente e vada incontro alle esigenze di finanziamento dei comuni. La Svizzera garantisce da tempo una compensazione per quei comuni e cantoni che decidono di mettere per 40 anni sotto tutela le proprie acque, rinunciando così agli introiti della produzione idroelettrica. Il finanziamento viene preso da un fondo alimentato dalle imposte derivanti dalla produzione idroelettrica.

La legge svizzera di riferimento è la nr. 721.80 del 22 dicembre 1916 e successive modifiche: “Legge federale sull’utilizzazione delle forze idriche” (LUFI). In particolare, i commi 3 e 5 dell’articolo 22 prevedono che “La Confederazione versa agli enti pubblici interessati contributi destinati a compensare rilevanti perdite di introiti da utilizzazione delle forze idriche in quanto dovute alla salvaguardia e messa sotto protezione di paesaggi degni di protezione”.

La norma di attuazione della legge è l’”Ordinanza sull’indennizzo delle perdite subite nell’utilizzazione delle forze idriche” (OIFI) nr. 721.821 del 25 ottobre 1995, con le modifiche apportate il 19 giugno 2000 e il 7 novembre 2007.

L’ordinanza afferma che ad aver diritto alla compensazione è “la comunità che subisce perdite sotto forma di canoni annui per i diritti d’acqua”.

La comunità deve decidere di mettere sotto protezione i corpi idrici interessati per almeno 40 anni e per lo stesso periodo ha diritto all’indennizzo, che equivale almeno alla metà della somma, aumentata del 25%, che la comunità avrebbe incassato se avesse realizzato la centrale elettrica.

Con la messa sotto tutela, la comunità e la Confederazione stipulano tra loro un contratto di diritto pubblico di durata di 40 anni, secondo cui una volta all’anno la Confederazione versa l’indennizzo alla comunità, prelevando la somma necessaria dagli introiti dei canoni di sfruttamento dell’acqua.

Questa norma è stata già utilizzata, per quanto ci risulta, da oltre 30 comuni del cantone Vallese, una decina dei Grigioni e altri sparsi nella Confederazione.

Se sostituiamo la parola “comunità” con “Comune” e la parola “Confederazione” con “Provincia autonoma di Bolzano” (che incassa i canoni idrici), la norma ci appare applicabile anche nel nostro territorio e potrebbe far scuola anche nelle altre regioni dell’arco alpino.

Tutto ciò considerato,

il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano impegna la Giunta provinciale:

  1. a verificare al più presto la possibilità di adottare nella nostra legislazione una norma simile a quella prevista in Svizzera dalla “Legge federale sull’utilizzazione delle forze idriche” (LUFI) e dalla relativa ”Ordinanza sull’indennizzo delle perdite subite nell’utilizzazione delle forze idriche” (OIFI, nr. 721.821 del 25 ottobre 1995), prevedendo una compensazione per quei comuni che rinunciano agli introiti da energia idroelettrica e mettono sotto tutela i corsi d’acqua interessati sul proprio territorio.
  2. Ove la suddetta verifica avesse risultati positivi, a portare in Consiglio una proposta di legge in merito.

Consiglieri provinciali

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

Bolzano, 29 maggio 2013

 

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