Fermare la strage: Unione Europea, Stato e Provincia si assumano subito le proprie responsabilità!

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-L’ecatombe di profughi nel Mediterraneo mette l’Europa sul banco degli imputati. Aver cancellato l’operazione di soccorso “Mare nostrum”, per sostituirla con l’operazione di semplice sorveglianza dei confini “Triton” è un delitto compiuto a freddo dall’Unione Europea. Le conseguenze erano prevedibili e ora si vedono. Le vittime dall’inizio dell’anno a oggi sono già più di 1.600. L’anno scorso, al 30 aprile, erano 96. L’Europa ha scelto cinicamente di usare la morte di migliaia di profughi per scoraggiare l’arrivo di altri profughi. A un’Unione che compie simili delitti andrebbe revocato il premio Nobel per la pace ricevuto nel 2012.

Ma ora è importate dire ciò che va fatto, di fronte a una emergenza umanitaria di dimensioni bibliche.

Per questo chiediamo:

ALL’UNIONE EUROPEA

  • Di revocare la missione “Triton” e ripristinare immediatamente una missione congiunta di soccorso in mare delle marine dei paesi europei.
  • Di creare la possibilità di richiedere asilo presso ambasciate e consolati direttamente nei paesi in emergenza umanitaria: corno d’Africa, Medio Oriente, Africa sub sahariana, in modo da sottrarre le persone migranti dalle grinfie dei trafficanti di essere umani. Vanno istituiti corridoi umanitari con mezzi navali e aerei dell’UE per trasferire le persone richiedenti asilo nei paesi di accoglienza.
  • Di revocare l’irragionevole “accordo di Dublino” e rendere possibile alle persone di richiedere asilo nel paese da loro scelto e non semplicemente nel primo paese di arrivo.

AL GOVERNO ITALIANO

  • Di porre con forza il tema profughi come priorità nella propria agenda e in quella dell’Unione Europa.
  • Di accelerare i procedimenti di riconoscimento della protezione umanitaria.
  • Di migliorare le condizioni di accoglienza di chi chiede asilo e di controllare rigorosamente l’uso delle risorse a disposizione per evitare affarismo e mafia.
  • Di avviare fin dalla richiesta di asilo programmi di integrazione, rendendo possibile stabilità, lavoro e vita sociale a chi ha richiesto la protezione umanitaria. Non è possibile trattare esseri umani come pacchi che vengono spostati da una struttura all’altra, com’è successo a Bolzano con le persone ospitate in via Carducci.
  • Di revocare immediatamente il sistema di controlli sui treni attraverso pattuglie di polizia di Italia, Germania e Austria. La “caccia al profugo” sui treni deve cessare immediatamente, poiché è disumana, inutile, arbitraria e non fa che arricchire anche sul nostro confine i passatori di clandestini.

ALLA QUESTURA DI BOLZANO

  • Di attuare immediatamente il DPR n. 21/2015, in vigore dal 20 marzo scorso, che prevede che per richiedere asilo sia sufficiente alla persona “eleggere un domicilio” (art. 3 comma 3). Finora invece, seguendo una assurda circolare del Ministero degli interni, la Questura chiede una dimora stabile, cosa impossibile per persone appena arrivate dalla traversata di mare e deserto.

ALLA PROVINCIA DI BOLZANO

  • Di aumentare il numero di posti a disposizione per l’accoglienza.
  • Di rivedere la propria posizione di non adesione al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), chiedendo al contempo che tale sistema si trasformi in un sistema europeo di protezione umanitaria.
  • Di avviare progetti di integrazione per le persone assegnate al nostro territorio e incrementare adeguate campagne di informazione rivolte alla popolazione locale per incentivare la solidarietà e l’accettazione.
  • Di apprestare un punto di sostegno e soccorso anche presso la stazione di Bolzano e rafforzare quello al Brennero.
  • Di predisporre un ricovero per la notte per le persone migranti di passaggio. A questo proposito si potrebbe riattivare gli spazi utilizzati in inverno per l’emergenza freddo.

Di fronte alla tragedia umanitaria nessuno può voltarsi dall’altra parte.

Cons.prov.: Riccardo Dello Sbarba, Brigitte Foppa, Hans Heiss
Florian Kronbichler, Deputato

Il Gruppo Verde ha preparato un documento voto al governo chiedendo la riattivazione di “Mare Nostrum”:

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