Ennesima omnibus

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Meno diritti per le persone immigrate e meno garanzie sugli OGM per consumatori e consumatrici.

La legge omnibus (LGE Nr. 125/17) è l’ennesimo esempio di come non si fa legislazione. Un anno fa, in occasione della omnibus precedente, il Gruppo Verde aveva auspicato che fosse l’ultima della serie. L’attuale legge delude quella speranza e induce al pessimismo, anche per il futuro.
Vengono trattate le materie più varie, alcune anche di grande rilevanza sia sul campo sociale che ambientale. Brutte notizie per persone immigrate, consumatori e consumatrici.

Sui sussidi per immigrati e immigrate la Giunta fa la faccia cattiva
Con l’articolo 18 viene cambiata la legge sull’integrazione. La concessione di alcuni benefici di natura economico-sociale viene condizionata alla dimostrazione della “volontà di integrarsi” da parte non solo di chi fa domanda, ma addirittura di tutto il nucleo familiare. Se le persone interessate manifestano “scarsa o nessuna volontà”, la conseguenza è il diniego di alcune prestazioni sociali ed economiche tra quelle “che vanno oltre quelle essenziali”.
Non vengono però chiariti gli aspetti essenziali: che cosa debba fare una persona per dimostrare la volontà di integrarsi, quali corsi o iniziative debba frequentare e soprattutto quali saranno i sussidi e i benefici che non gli saranno concessi se non lo fa. Forse gli assegni familiari oppure il sussidio casa? Ma questo sono prestazioni indispensabili per molte famiglie per non cadere in uno stato di indigenza! Una simile norma, che crea un trattamento differenziato tra persone nella stessa condizione, è costituzionale? Tutto questo non è chiaro, nonostante questi cambiamenti rappresentino un intervento pesantissimo nella vita di migliaia di persone. L’articolo 18 crea dunque una grave incertezza del diritto e consegna una totale delega in bianco alla Giunta.
Tra l’altro, questa misura interessa in massima parte persone immigrate che vivono da noi e con noi da anni e sono già perfettamente integrate: lo dovranno dimostrare per l’ennesima volta? Inoltre, questo articolo non è stato sottoposto al parere della Consulta provinciale per l’integrazione, che per legge avrebbe proprio questa funzione. Infine, prima di fare l’esame di integrazione agli altri, la Giunta provinciale dovrebbe fare i propri compiti per l’integrazione: il Centro di tutela contro le discriminazioni previsto proprio nella legge per l’integrazione, ad esempio, non è mai stato istituito, né si conoscono iniziative incisive da parte della Provincia per contrastare le discriminazioni verso le persone immigrate in settori come il lavoro e la casa.
Costringere le persone con minacce di questo tipo, o addirittura togliere loro fondamentali sostegni economici e condannarle a uno stato di indigenza non ci sembra davvero un bel modo di fare l’integrazione. L’integrazione avviene solo se si riescono a mobilitare le energie delle persone coinvolte, solo se si basa su una forte dose di fiducia e di motivazione.

Meno garanzie per prodotti liberi da OGM
Ulteriori peggioramenti li troviamo agli articoli 12 e 14 che modificano la legge provinciale sul riconoscimento e la contrassegnazione di prodotti come “liberi da ogm”. Quello che viene venduto come sburocratizzazione, a una lettura più attenta di rivela essere un indebolimento legislativo per i consumatori e le consumatrici.
L’assegnazione del contrassegno per i prodotti e la gestione del registro da ora in poi saranno compiti assegnati all’Agenzia per l’ambiente, mentre viene abolito il comitato che finora ne era competente e in cui erano rappresentati anche le associazioni dei consumatori. Le stesse associazioni non sono nemmeno state interpellate durante la stesura della legge. In futuro i produttori non dovranno nemmeno fare domanda per ottenere il marchio “No OGM”, ma basterà una semplice comunicazione. Dunque l’unica possibilità di verifica sono i controlli a posteriori, di cui però la legge non fissa la frequenza. Anche le sanzioni vengono modificate, diminuendo le minime e aumentando le massime, con l’effetto di ampliare la discrezionalità di chi le deve applicare.
Tali cambiamenti alla legge comportano che consumatrici e consumatori consapevoli, attenti all’acquisto di prodotti liberi da OGM, non saranno più sicuri al 100% che quello che finisce nel loro carrello della spesa corrisponda a verità. Questi articoli vanno cancellati.

Tutti questi e altri temi, a nostro giudizio, avrebbero avuto bisogno di una valutazione chiara e attenta, anche attraverso una legge specifica.

In Commissione legislativa abbiamo comunque ottenuto una vittoria a difesa della quiete della domenica. I lavori rumorosi nei cantieri edili, infatti, continueranno a essere proibiti nei giorni festivi. Siamo infatti riusciti a stralciare la parte che prevedeva una liberalizzazione dei lavori nei cantieri per sette giorni alla settimana. La salute di vicini/e e lavoratori è salva, almeno per ora, ma non è detto che, già nella discussione in aula, la giunta non torni alla carica.

Nel dibattito in aula porteremo emendamenti su tutti questi argomenti, ma anche sulle nuove regole per le farmacie e sul finanziamento della mobilità pubblica messa a carico dei comuni. In più ribadiremo alla Giunta la richiesta di non essere più sovraccaricati con leggi omnibus sull’universo mondo.

Bolzano, 27.06.2017

Consiglieri provinciali
Riccardo Dello Sbarba, Brigitte Foppa, Hans Heiss

Relazione di minoranza sul disegno di legge n. 125/17 di Riccardo Dello Sbarba

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