Che cosa rimane del Parco dello Stelvio

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La posizione del Deputato Florian Kronbichler.

StilfserJoch_StelvioIeri 14 aprile 2015 alla Camera il Ministro per l’ambiente ha finalmente risposto a una “interrogazione urgente” che il Deputato SEL-Verdi Florian Kronbichler aveva presentato ancora un anno fa e nella quale metteva in guardia sul pericolo di disfacimento del Parco nazionale dello Stelvio.

Il testo sulla riforma del Parco dello Stelvio approvato dalla Commissione dei 12 il 25 febbraio 2015 prevede quanto segue:

  • Il Parco dello Stelvio continuerà a chiamarsi Parco nazionale. Decisione accettata e confermata anche dalla Provincia di Bolzano.
  • Al posto dell’attuale consorzio, per la gestione verrà istituito un comitato di coordinamento e di indirizzo che sulla carta ha una composizione ragionevolmente equilibrata, ma che non avrà valore giuridico e non disporrà né di una sede, né di personale, né di mezzi finanziari e che quindi non sarà altro che un consiglio di 9 saggi.
  • L’interno del parco verrà gestito separatamente dalle province di Trento e Bolzano e dalla Regione Lombardia per i territorio di rispettiva competenza.
  • Il finanziamento sarà a carico delle province autonome e non c’è motivo per non pensare che alla fine dei conti chi paga fa.
  • Unico elemento di garanzia per l’unitarietà del parco (e ostacolato fino all’ultimo dal Sudtirolo): il parere vincolante del Ministero dell’ambiente su tutti gli interventi e le decisioni importanti.

Il Ministero è soddisfatto per il mantenimento del nome e dei confini, ma sia il piano del parco che il regolamento verranno decisi separatamente dalle Province autonome di Trento e Bolzano e dalla Regione Lombardia.
Che si sia costretti ad accettare il diritto di veto da parte del Ministero centralista è sicuramente poco dignitoso, ma questa misura, vista come necessaria, non deve sorprendere i politici della SVP che per decenni hanno boicottato il Parco demonizzandolo come un relitto dell’occupazione fascista.

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