Cantiere Hotel Mezdì sull’Alpe di Siusi: le prescrizioni vengono rispettate?

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VillaggioMezdìIl progetto della demolizione dell’Hotel Mezdì sull’Alpe di Siusi e poi la sua ricostruzione poco distante sotto forma di Hotel-villaggio, il tutto sull’altopiano alpino più famoso d’Europa in una zona sottoposta a “tutela della natura e del paesaggio” e in ‘un’area “di tutela dell’acqua potabile”, ha fatto molto discutere in Provincia di Bolzano, in Italia e all’estero. Da pochi giorni è aperto il cantiere, ma è legittimo nutrire dubbi su due aspetti:

  1. Il cantiere stesso.
  2. Il tipo di concessione che ne ha permesso l’apertura.

IL CANTIERE – Lunedì 8 aprile 2013 il comune di Castelrotto ha rilasciato la concessione edilizia nr. 93/2013 “Demolizione e ricostruzione dell’Hotel Mezdì sull’Alpe di Siusi”.

I promotori del progetto non hanno perso tempo. Avuta la concessione dal Comune, i lavori sono cominciati immediatamente, e precipitosamente, già alla fine della stessa settimana, con scavi e ruspe, nonostante che l’intera area sia ancora coperta da un compatto strato di neve.

In questa situazione non è chiaro come possano essere rispettate le prescrizioni tassative imposte dall’Agenzia provinciale per l’Ambiente al progetto (atto nr. 150400 del 13 marzo 2013). Le prescrizioni sono queste:

  • PRIMA DELL’INIZIO DEI LAVORI va presentato all’Ufficio Tutela del paesaggio e all’Autorità forestale competente un piano dettagliato della fasi di cantiere contenente in particolare le quote rilevate del terreno esistente e quelle previste dal progetto.
  • ALL’INIZIO DEI LAVORI tutte le aree di intervento vanno delimitate e picchettate – in accordo con l’Autorità forestale – per poter favorire il controllo delle effettive quote a fine lavori e ridurre inoltre i movimenti esclusivamente alle aree di scavo e di deposito previste.
  • Tutti i movimenti di terra devono essere eseguiti secondo il piano di lavori e sotto stretto controllo dell’Autorità forestale.
  • Tutte le zolle devono essere rimosse e conservate in modo tale che possano venire riapplicate al termine dei lavori nella zona modificate. Queste vanno mantenute vitali tramite irrigazione e utilizzate per il rinverdimento.

Alla luce di queste prescrizioni, appare assai discutibile che i lavori vengono cominciati prima del periodo vegetativo in un’area alpina sensibile e in presenza nella zona di notevoli masse di acqua provenienti dallo scongelamento della neve e di conseguenza di una forte instabilità del terreno.

Ci risulta che dubbi sul rispetto di tali prescrizioni siano già stati fatti presenti da soggetti aventi titolo sia al Comune che alla Provincia autonoma.

IL TIPO DI CONCESSIONE EDILIZIA. Essa riguarda solo l’apertura del cantiere per lo scavo. In pratica, con un atto amministrativo di cui almeno noi non conosciamo uguali, il Comune ha spezzato in due la concessione e, per adesso, ha autorizzato solo il “piano di cantiere e movimento di terra”, mentre non ha rilasciato finora alcuna concessione per realizzare l’opera stessa. Il nuovo complesso alberghiero dunque non ha ancora alcuna concessione edilizia, non si sa quando e se essa verrà rilasciata e, se rilasciata, non si sa che cosa prevederà. Intanto però si apre il cantiere e si scava l’Alpe di Siusi in un delicatissimo momento dell’anno.

Per questi motivi,

Si chiede:

SUL CANTIERE:

  1. risulta alla Provincia che il cantiere rispetti le prescrizioni riportate in premessa, ai punti dall’1 al 4? E’ stato consegnato il piano all’Ufficio tutela del paesaggio e all’Autorità forestale? E’ stata coinvolta come previsto l’Autorità forestale competente per quanto riguarda i lavori di movimento terra? Sono state conservate e mantenute vitali le zolle?
  2. Quali controlli sono stati fatti sul cantiere, in che data, da quale autorità e che risultato hanno dato?
  3. Il cantiere è ancora aperto e vi si lavora? Oppure ha subito fermi, anche temporanei, disposti da autorità competenti? Se sì, quali sono state le contestazioni e che esito hanno avuto?

SULLA CONCESSIONE:

  1. La Provincia – nel suo compito di supervisione sugli atti amministrativi – ritiene ammissibile spezzare in più parti una concessione edilizia, come nel caso citato? Se sì, in base a quali norme? Se no, che intende fare la Provincia in merito alla concessione 93/2013 del comune di Catelrotto?

INFINE:

  1. Che cosa intende fare la Provincia per verificare anche in futuro il rigoroso rispetto delle prescrizioni imposta dall’Agenzia per l’Ambiente?

Firmato Consiglieri

Riccardo Dello Sbarba
Hans Heiss

Bolzano, 18 aprile 2013

 

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