Cambio del nome di Via Ploner a Vipiteno

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È ora di agire. I fatti sono chiari e il caso viene seguito a livello internazionale.

Dopo ricerche approfondite da parte di diversi storici, un mese fa è stato reso noto anche in Sudtirolo che il compositore Johann Eduard Ploner (1894-1955) era un membro del partito nazionalsocialista e che anche la sua opera, almeno fino al 1945, è stata guidata e caratterizzata da idee e convinzioni antisemite.

In riconoscimento alla sua fama musicale, il comune di Vipiteno già da parecchio tempo ha dedicato una strada al musicista originario della cittadina e ora deve decidere se e come ritirare la dedica della strada, una volta esaminati attentamente i fatti. Il sindaco Fritz Karl Messner ha richiesto sí tutta la documentazione, ma non sembra avere fretta di prendere una decisione e di portare la discussione in consiglio comunale.

I Verdi consigliano al sindaco e al comune di muoversi in fretta e in modo inequivocabile e di non tirare per le lunghe le procedure per il cambiamento del nome della strada. I fatti parlano chiaro e dimostrano in maniera schiacciante la posizione di Ploner: quindi il riconoscimento pubblico con la dedica di una strada in suo onore non è più opportuno. Perfino l’associazione delle bande sudtirolesi si è espressa in modo molto chiaro: il musicista, che aderì già nel 1933 al NSDAP, si identificava in modo inquietante con il nazionalsocialismo.

Il ritiro della dedica a Ploner della strada di Vipiteno serve però anche come richiamo alla politica provinciale: affinché si possa procedere alla necessaria storicizzazione del monumento alla vittoria e degli altri monumenti fascisti, come il rilievo di Mussolin, è necessario il chiaro rifiuto del Nazismo e del Fascismo. A livello provinciale si deve quindi impostare una linea inequivocabile per la nomina di strade e piazze che ponga così il comune di Vipiteno davanti alle sue responsabilità che vanno oltre i confini del suo territorio. Anche per questo è necessaria una decisione chiara e veloce per il disconoscimento del nome.

Bolzano, 25. settembre 2013

Hans Heiss
Riccardo Dello Sbarba

 

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