Basta con il riscaldamento in palestra e diamoci una mossa per una vera accoglienza

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prissianAccoglienza profughi.

Dopo che la palestra della Wirtschaftsoberschule di Bressanone è stata sgombrata dai profughi accolti la settimana scorsa, ora viene messa a disposizione la palestra della scuola professionale ‚Tschuggmall‘.
Pur riconoscendo l‘impegno di direttori e operatrici, queste misure provvisorie diventano di giorno in giorno sempre più imbarazzanti. Al posto delle centinaia di persone che erano attese, la polizia ha accompagnato solo qualche decina di persone dalla stazione di Bressanone alla palestra. Da lì uomini, donne e bambini ripartivano però poco dopo in direzione Brennero per raggiungere l‘Austria e la Germania.
L‘annunciata opera di decongestionamento per aiutare Baviera e Tirolo si è dimostrata un alibi con cui la Giunta e la polizia hanno finto di dare supporto ai vicini, mentre in realtà erano felici che tutte queste persone lasciassero la provincia il prima possibile. Con l‘accoglienza di circa 800 profughi l‘Alto Adige/Südtirol, con Caritas e altre organizzazioni in prima linea, dà sicuramente il suo contributo che però impallidisce se messo a confronto con i numeri del vicino Tirolo (ca. 4000, e in futuro addirittura 6000!) o di una città dell‘Alta Baviera che spesso accoglie decine di migliaia di profughi. A maggior ragione è da lodare l‘impegno di molti volontari e volontarie che non risparmiano nè tempo, nè denaro, nè disponibilità ad aiutare in qualsiasi modo.
Per allinearsi in modo credibile alla catena di solidarietà europea tanto decantata dalla Giunta nella giornata dell‘Autonomia, la quota di profughi accolti dall‘Alto Adige/Südtirol dovrebbe aumentare di parecchio e decongestionare così i centri di accoglienza sovraffollati dell‘Italia meridionale.
I Verdi suggeriscono quindi alla Giunta i seguenti passi:

  • Dare una prognosi realistica delle future cifre riguardanti i profughi in arrivo per il prossimo semestre;
  • Individuare insieme ai rispettivi comuni altri possibili luoghi di accoglienza per il prossimo futuro;
  • Equipaggiare meglio il centro di accoglienza di Brennero anche per i pernottamenti e adibirlo di un presidio costante di accoglienza e assistenza.;
  • Nominare un coordinatore per i rifugiati seguendo l‘esempio die Länder austriaci;
  • Ma soprattutto prendersi carico di un numero maggiore di profughi, un numero che rispecchi le capacità economiche e di accoglienza di cui l‘Alto Adige/Südtirol dispone.

Possiamo solo sperare che il coro dei profughi che si esibirà al Museion questa sera non sia un semplice suono esotico evocativo di simpatia, ma una performance che inciti la Giunta ad agire con più decisione e coraggio.
L‘Alto Adige non deve arrivare al livello di altri Paesi ormai sovraccarichi, ma un pochino di più si può fare anche per non farsi umiliare troppo dai vicini del nord e da altre regioni del sud.

Hans Heiss
Brigitte Foppa
Riccardo Dello Sbarba Bozen, 9. 9. 2015

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